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Come fotografare i gioielli
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consigli per la fotografia dei gioielli
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TOPIC: Come fotografare i gioielli
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#2
Come fotografare i gioielli 2 Years, 10 Months ago Karma: 2
CONSIGLI SULLA FOTOGRAFIA DEI GIOIELLI

Avere delle "buone" fotografie dei propri gioielli è importante per chiunque operi nel settore orafo, ma com'è difficile ottenerle!

Un'analisi del perchè si fotografano i gioielli, ci porta a distinguere in due scopi, le foto "per ricordare e per ricostruire" (documentali, per se stessi) e quelle "perchè piacciano, quindi facciano vendere" (commerciali, per comunicare agli altri); così come lo scopo e il destinatario sono diversi, lo è anche la tecnica esecutiva.

LE FOTO DOCUMENTALI

Queste foto da archivio interno servono per il riconoscimento e la realizzazione del pezzo, mostrando dimensioni, forma, finitura e fasi intermedie di produzione, addirittura in alcuni casi le difficoltà ed i possibili difetti.



Fig.1 anelli fotografati da 30cm (errore prospettico max 5%) con Canon S2IS a focale 210mm equiv. e ottica macro aggiuntiva FourPro OM2L1G330, illuminazione e supporto fotocamera con studio Gem Photo Lux FourPro

Per evitare errori nelle dimensioni, sono da realizzare come le proiezioni ortogonali (viste fronte, lato, pianta), possibilmente su reticolo millimetrico di sfondo; per minimizzare l'errore di prospettiva, si fotografano dalla massima distanza possibile, applicando tecniche di telemacrofotografia (utilizzo di teleobiettivi o zoom alle focali più lunghe, opportunamente corretti con ottiche aggiuntive per poter mettere a fuoco soggetti piccoli).

Gli errori di prospettiva escludono a priori l'utilizzo della "funzione macro" inclusa dalle fotocamere con zoom, che invece impiega le focali più corte dello zoom (grandangolari) a distanza molto ravvicinata: ad esempio un anello viene fotografato con la "funzione macro" a 2-3 cm di distanza, con errori prospettici rispetto allo sfondo di misura dal 50% al 100% (l'anello è visibilmente distorto, appare come "tirato"). Ricordate che questa funzione è gratis con la fotocamera, ma è progettata per i fiori, che non sono soggetti geometrici!

Importante: una foto documentale mostra molto bene una vista e per nulla le altre due, quindi mancano completamente di senso della profondità: la foto è incompleta e brutta, quindi USATELE SOLO PER ALL'INTERNO DELLA VOSTRA AZIENDA! Non vanno MAI inviate all'esterno, perchè per la loro bruttezza non riuscirebbero mai a convincere un potenziale cliente ad acquistare quel pezzo, mentre darebbero molte informazioni costruttive ad eventuali "copioni".

LA FOTO COMMERCIALE DI GIOIELLI

La foto commerciale deve mostrare ciò che trova una risposta solo nell'immagine, ovvero "Cos’è?", "E' fatto bene?" e soprattutto "Mi piace?", lasciando al testo le altre informazioni, come lunghezze, diametri, quante pietrine ci sono ecc.

Ricordate: una immagine viene "vista" in circa mezzo secondo, ed in questo tempo l'osservatore decide (quasi inconsciamente) se fissare la propria attenzione e iniziare ad "osservarla" o ignorarla e passare ad altro. Per questo non deve essere troppo complicata, nè confusa.

"Cos’é'?", ovvero riconoscere il tipo di gioiello a prima vista. Per evitare ambigutà come: "Ma è un anello o una spilla? Un orecchino o un ciondolo?", è necessario poter muovere la fotocamera attorno al gioiello per trovare la giusta angolazione che mostri l' "elemento caratteristico" di quel tipo di gioiello, che sono:

il foro per il dito ed il gambo negli anelli;
l'occhiello nei ciondoli, meglio se con V di catenina o spago;
ciò che fissa gli orecchini al lobo (pin, farfallina, monachella ecc).
Oppure bisogna dare una "forma caratteristica" agli oggetti che non ce l'hanno perchè si adattano al corpo: a goccia rovesciata per le collane, ad ellisse ai bracciali e orologi, l'essere in coppia degli orecchini.



Osservate questi orecchini: se non si vedesse il pin e la farfallina, e mostrassimo solo quello a destra, molti penserebbero che sia un ciondolo

"E' fatto bene?" Per mostrare questo bisogna che l'osservatore possa valutare la qualità del design, della fattura e il pregio dei materiali. Per questo è necessario avere una foto dove si vedano i dettagli: colore e finitura delle superfici, la trasparenza delle pietre ecc.

Per questo va applicata la tele-macrofotografia e prestare molta attenzione alle riflessioni sulle superfici del gioiello, controllando l'ambiente circostante, il tipo e la direzione della luce.

Maggiori dettagli su questo verranno dati nella prossima newsletter "Come risolvere le difficoltà della fotografia dei gioielli"

"Mi piace?" Il fotografo deve evitare tutto quanto possa peggiorare la foto o distrarre l'attenzione (deformazioni prospettiche, ombre e riflessi indesiderati, supporti, gocce di colla, righelli, carta millimetrata ecc.) e scegliere bene, fra gli infiniti punti di vista e modalità d'illuminazione, la vista d'insieme che mostra al meglio il design di quel particolare gioiello.

Quali sono queste viste? Osservando le diverse foto di questi gioielli verificherete che le più gradevoli sono quelle in cui siamo abituati a vedere gli oggetti, il che corrisponde per la maggior parte delle persone alle posizioni "come lo vedo quando lo indosso"

Ecco ad esempio un bracciale diritto (posizione gradita ai produttori e venditori, che lo vedono più spesso così negli espositori):



mentre il cliente finale lo indossa (e lo preferisce vedere) chiuso attorno al proprio polso, così:



Ci sono anche diverse possibilità di vedere lo stesso oggetto "indossato", perchè la parte del corpo che lo indossa (dito, polso) e il punto di osservazione possono essere mossi: le composizioni asimmetriche sono, in genere, meglio delle simmetriche, più banali.

Ad esempio le due posizioni più comuni per osservare l'anello sul proprio dito:



danno una foto simmetrica (mano allineata al volto, polso piegato) oppure asimmetrica (mano allineata all'avambraccio, polso diritto): entrambe sono gradevoli, e spesso la preferenza fra una e l'altra è data semplicemente dalla propria personale abitudine di osservazione,sebbene ci siano anche dei motivi "tecnici" per preferire una o l'altra, a seconda del design dell'anello (dimensioni montatura, voler mostrare simmetrie/asimmetrie nella forma).

Anche le collane chiuse possono essere viste in diversi modi:



simmetrica (indosso la collana e mi specchio di fronte) e asimmetrica (guardo qualcun'altro che indossa la collana o mi specchio con la testa voltata): anche in questo caso la preferenza fra una e l'altra è data semplicemente dalla propria personale abitudine di osservazione.

La luce predominante deve essere diffusa frontale per mostrare il colore del metallo e diffusa controluce per le pietre (quindi diffusa da ogni parte, a 360°) , con qualche piccolo spot di luce diretta che rende i gioielli "luccicanti", accentuandone il fascino.

Per poter applicare tutti questi principi non basta la fotocamera, ma serve uno studio fotografico completo che, come gli studi fotografici FourPro®, consentano la corretta illuminazione del gioiello, l'orientamento e supporto della fotocamera e la correzione ottica del suo obiettivo per fare tele-macrofotografia



Poichè la sua illuminazione non crea di ombre sotto gli oggetti e si può posizionare la fotocamera da qualsiasi punto di vista, dall'orizzontale alla verticale, e farla ruotare su se stessa, diventa possibile orientare la fotografia come si vuole: ciò elimina la necessità dei sostegni, consentendo di dare qualsiasi posizione e forma al gioiello ed evitando il lungo lavoro della fotoritocco. (nota bene: tutte le foto qui riportate sono state fatte con lo studio Gem Photo Lux senza sostegni per gioielli e non sono state "scontornate", ma semplicemente girate su se stesse)

Lo studio Gem Photo Lux si presta sia alla fotografia commerciale che documentale e consente facilmente la stampa in scala 1:1 perchè la fotocamera riprende da distanza fissa. Può essere utilizzato anche con le videocamere, consentendo le riprese video in movimento e la videoconferenza tridimensionale, la nuova frontiera della comunicazione on-line interattiva fra gioielliere e cliente.
Per ulteriori informazioni sui nostri studi fotografici per gioielleria visitate la pagina sistemi_di_visione_per_gioielleria.htm

Maggiori dettagli su questi aspetti (e molti altri) verranno dati nella prossima newsletter "I molti impieghi delle fotografie e video digitali nella gioielleria"


a cura del Dr.Ing.Michele Lombardi
marco
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Last Edit: 2009/06/30 14:29 By marco.
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#4
Re:Come fotografare i gioielli 2 Years, 10 Months ago Karma: 0
Mi spiace doverla contraddire Ing. Lombardi ma le sue affermazioni sulla luce sono decisamente "innaturali". In fotografia, come in molte altre discipline, è sempre bene prendere esempio dalla natura. In natura non esiste una luce "finta" come quella dell'accessorio descritto, senza una direzione, morbida e a tutto campo. Oltretutto, questo tipo di luce rende l'immagine molto piatta e per nulla tridimensionale (scopo primario in un'immagine di per se bidimensionale come la fotografia!).
E' pur vero che è molto più facile eliminare le ombre piuttosto che saperle controllare ma realizzare una foto senza ombre significa non darle spessore, corpo e personalità. Per fare un esempio goliardico è come se, come metodo contraccettivo si usasse la castità! Non dimentichiamo poi che Michelangelo Merisi, comunemente ricordato come Caravaggio e considerato il maestro della luce, dipingeva proprio prendendo in considerazione le ombre!!!
Un altro motivo per cui l'accessorio da voi proposto non lo considero ideale per la fotografia riguarda la direzione della luce. Il piano illuminato dal basso, genera una situazione di controluce che mette in difficoltà l'ottica utilizzata e diminuisce di gran lunga la sua nitidezza. Se almeno si utilizzasse un'ottica Leica o Zeiss, si potrebbero ottenere risultati migliori ma con una compatta o giù di li i risultati non possono essere che mediocri. Se provasse, ad esempio a tenere spenta la luce del piano e ad illuminare la "piramide" di plexiglass bianco dall'esterno da una sola direzione (meglio se da sinistra, per noi europei che scriviamo in maniera destrorsa) con una sola sorgente di luce (molto meglio se a luce flash!!!), vedrà che il risultato sarebbe decisamente superiore!
E' altresì sconsigliabile l'utilizzo di una macchina autofocus! Questo perché la Profondità di Campo in macrofotografia è molto ridotta (basta pensare che a diaframma 8 con il rapporto 1:1 ed un cerchio di diffusione della lente pari a 0,03, la PdC non arriva neanche ad un millimetro!) e siccome la stessa si estende 1/3 prima del piano di fuoco e 2/3 dopo, con l'autofocus non sfrutteremmo il primo terzo anteriore della profondità di campo e buona parte del gioiello risulterebbe sfuocato!
Mi scuso se la sto annoiando e se sto dicendo cose diverse da quelle da lei citate ma ho dedicato gli ultimi dieci anni della mia vita professionale alla luce ed è appena uscito un mio testo dal titolo "illuminare".
Se mi da il suo indirizzo, glie ne mando un copia per scusarmi della mia maleducazione nell'averla contraddetta! Ma tra la diplomazia e la sincerità, preferisco sempre la seconda! Se vuole mettersi in contatto con me per qualsiasi collaborazione può farlo semplicemente o tramite mail (piero.principi@libero.it) o con una semplice telefonata al 3478961046.
Saluti
piero
pieroprincipi
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#5
Re:Come fotografare i gioielli 2 Years, 10 Months ago Karma: 0
Non mi sento contraddetto da quanto lei scrive, in buona parte sono d'accordo con lei, e leggerò molto volentieri il suo testo sull'illuminazione in fotografia. L'indirizzo postale è: FourPro Studio sas, Via XXI Luglio 10, 26864 Ospedaletto Lodigiano LO.
Non mancherò di consigliarlo a chi riterrò interessato ed in grado di apprezzarlo.
Concordo sull'uso delle ombre (per qualsiasi tipo di oggetto) e del loro contrario, i riflessi (soprattutto nel caso dei metalli), che sono essenziali per mostrare la forma delle superfici: sia macroscopiche (concavità, convessità) sia microscopiche (levigate a specchio, ruvide, grezze, graffiate, diamantate ecc).
Per questo ci vuole un giusto mix fra luce diffusa e diretta, e con il Gem Photo Lux si può fare (ha notato i luccicchii sul gioiello?).
Ciò non toglie che fra le due, bisogna dare predominanza alla luce diffusa, se il soggetto è metallico e/o trasparente. Altrimenti si ha il tipico effetto "scanner": metallo bianco (anche se in realtà è colorato, come l'oro) dove riflette la luce diretta, nero nel resto (dove non riflette la sorgente).
Probabilmente le sue considerazioni su questo apparecchio sono "teoriche" e si basano sulle (limitate) informazioni che lei ha letto qui, ma non lo ha mai usato realmente. Sarò lieto di farglielo provare se le capita di venire al ns. demo center, in Ospedaletto Lodigiano, a 50Km a sud di Milano, sulla A1.
Le informazioni che ha trovato qui e su cui ha sviluppato le sue condivisibili obiezioni sono solo la base: l'approccio di questo primo articolo era necessariamente divulgativo e dedicato a lettori non fotografi professionisti.
Posso dimostrarle che di una lightbox non è uno strumento "rigido" e se ne può fare un uso creativo.
La foto in campo bianco sono il modo più veloce, MA non l'unico modo di fotografare, se si ha a disposizione qualche minuto invece di pochi secondi.
La lightbox crea "la tela bianca" su cui dipingere con i riflessi o applicare sfondi o ombre (vere e artificiali), se lo si ritiene utile o necessario:
a) per i riflessi:
basta applicare al suo interno dei pannellini applicandoli alla piramide/mantellina (che sono bianco opaco), e si creeranno sulla superficie metallica dei riflessi che si differenziano dal resto:
- se uso pannellini argentati avrò riflessi d'alta luce, più chiari rispetto al resto, che sta riflettendo il bianco
- se sono grigi otterrò riflessi dello stesso colore del metallo, ma di tono più scuro rispetto al resto;
- se sono neri o sono aperture da cui la luce non ritorna, avrò riflessi neri, dove non si può percepire il colore del metallo: evitare i riflessi neri è consigliabile, perchè possono essere interpretati dall'osservatore come "difetto-macchia-buco" della superficie. Solo i diamanti traggono beneficio dalla presenza di riflessi neri, che mostrano meglio la trama delle sfaccettature.
Il flash lo usiamo anche noi (molto depotenziato, vista la distanza ravvicinata) per avere il punto di altissima luce che si riflette sulle superfici come luccicchio (bianco puro) e che i diamanti scindono in riflessi monocromatici, il cui colore dipende dall'angolo di osservazione.

b) i fondi e le ombre:
togliere le ombre è una comodità che elimina la necessità di supportare anelli, bracciali e orologi (l'orrida plastilina o il cuscinetto), consentendone la semplice rotazione per metterle in piedi. E il fondo bianco assoluto 255,255,255 è una gran comodità nella composizione dei cataloghi.
Se mette nello studio il fondo bianco opaco, le ombre tornano. Ciò è indicato per spille, collane, ciondoli e altri oggetti che, quando sono indossati, si appoggiano su una superficie.
Per gli altri oggetti, che vanno ruotati per metterli in piedi, l'ombra naturale sotto le aree d'appoggio è un disturbo. Un trucco formidabile è di "prefabbricarle": sagome sfumate di ombre si possono disegnare sullo sfondo, o con la matita a sfumare o stampando delle nuvolette con un fotoeditor, applicandogli i fogli di diffusione sopra e mettendo il gioiello sopra di esse.
Se mette nello studio il fondo argentato, invece delle ombre ha il riflesso d'appoggio. Indicato per gli stessi oggetti che si appoggiano quando indossati.
Lo sfondo nero è utile quando l'oggetto è chiaro e abbondantemente traforato (es. filigrana d'argento), ma non fa vedere il colore delle pietre (restano molto scure), che non ricevono controluce.
I pannelli grigio e fumè ci sono nello studio, per fare i riflessi... ma non ho ancora scoperto quando conviene usarli come sfondo: accetto consigli!
Per i buongustai come lei, ci sono anche i fondi che polarizzano la luce, da usare in congiunzione con il polarizzatore sull'obiettivo: formano uno sfondo variabile da bianco a nero (ruotando il filtro sull'obiettivo da 0° a 90°) senza che si creino i riflessi di nero sul gioiello, tipici di un fondo nero "vero" .

Quando si fa una fotografia non bisogna mai perdere di vista lo scopo per cui la facciamo.
I frequentatori di questo forum non credo che cerchino di fare una fotografia artistica (che trasmetta emozioni, come la luce delle candele nei quadri del Caravaggio), ma piuttosto una foto tecnica (che dia informazioni su colori e forme del metallo e delle pietre) o commerciale (che faccia capire se il gioiello incontra i gusti dell'osservatore oppure no).
Nella maggior parte dei casi si tratta di foto per catalogo, e qui una foto ricca di dettagli e di ricerca (ombre, riflessi, ambientazioni particolari) non è particolarmente indicata a questo scopo: distoglie l'attenzione dal gioiello ed in certi casi confonde l'osservatore che, non dimentichiamolo, sta cercando l'anello che fa per lui in mezzo a centinaia di altri anelli: per questo il fondo bianco è perfetto: s'impagina facilmente, non distrae, non crea riflessi strani che potrebbero essere interpretati come colorazioni del soggetto.
E fra gli scopi dell'utilizzatori di questi studi , oltre ai due precedenti, c'è di non dover dedicare anni all'apprendimento della tecnica e ore al singolo scatto.
Non ho dubbi che lei con i suoi anni di esperienza e la strumentazione di cui dispone (fotocamera folding-optical bench su tripiede professionale e numerosi light bench, light spot, diffusori/riflessori orientabili con supporti, fondi mobili ecc) faccia foto migliori di queste.
Ma non penso che CHIUNQUE lo possa fare con gli stessi strumenti, se non ha molta esperienza.
E sono certo che NESSUNO, neppure il miglior professionista, lo riesca a fare nello stesso tempo che s'impiega con i nostri studi preallestiti (10-20sec e la foto a sfondo bianco è finita, salvata nel computer, questo anche grazie al software Alo Photo Scan di telecontrollo della fotocamera che porta il fondo al bianco assoluto automaticamente) . Senza necessità di Photoshop.
Ad un fotografo professionista che deve fare 5-10 scatti perfetti, di cui 1 deve finire su una copertina di rivista, il tempo sembra un aspetto secondario, può dedicare qualche ora di lavoro fra posa e fotoritocco.
Ma l'impiegato di un grossista che deve fare le anagrafica di una cassetta da 500 articoli che per il giorno dopo devono essere ai dettaglianti, la vede molto diversamente, e lo stesso vale per l'artigiano che deve fare il gioiello al banchetto di lavoro, stare al bancone per venderlo e magari ne vuole fare anche una bella foto prima di cederlo per sempre...

Profondità di campo, autofocus, nitidezza
La devo contraddire su questi argomenti, dove commette alcuni errori: la profondità di campo che lei calcola si basa su un'ipotesi sbagliata: il cerchio di confusione non è lo stesso sul sensore di una compatta, con sensore grande circa 8x6mm, una reflex digitale con sensore 22x17mm o una reflex pellicola da 36x24 o un medio formato.
Una compatta con diaframma a F:8 ha una profondità di campo che è quasi doppia rispetto una reflex 22x17 con diaframma F:32 che inquadra lo stesso campo. Faccia la prova!
La profondità di campo è in funzione del rapporto d'ingrandimento oltre che del diaframma, e con la reflex 22x17 il rapporto d'ingrandimento con lo stesso campo inquadrato è quasi il triplo perchè il sensore è quasi tre volte più grande.
Si vede che lei usa poco le "misere" compatte, perchè tutti gli utenti di compatte impazziscono per cercare di sfuocare gli sfondi ai ritratti, non riuscendoci adeguatamente neppure a F:2.8.
I moderni autofocus sono precisi al pixel nel misurare e massimizzare il contrasto, si possono benissimo usare. Il trucco sta nell'usarli in modo spot/semispot misurando su di un punto che stia a un terzo-metà strada fra quello più vicino e quello più lontano. Io consiglio sempre di farlo sui soggetti più critici, gli anelli. Mettere a fuoco su un punto del fianco, non sulla pietra. Così non si butta via la profondità di campo anteriore. Esattamente come dice lei.

Infine la nitidezza dell'immagine: è un'arma a doppio taglio: il gioiello è un prodotto artificiale, e come tale non è interessante ingrandirlo enormemente, oltre a ciò che è visibile ad occhio nudo potrebbe solo mostrare i suoi difetti. Non è un prodotto della natura come un fiore o un insetto, dove più vedo dettagli, più vedo cose interessanti. Le sembra sensato spendere molti soldi in più per poter vedere i pori di saldatura o la microsporcizia, e poi perdere tempo a ritoccarla al Photoshop per cancellarli?

Spero che malgrado le ns. opinioni parzialmente divergenti, mi farà il piacere di inviarmi una copia del suo libro. Non mancherò di fare altrettanto quando il mio manuale "Fotografare i gioielli" sarà finito.
mlombardi
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Last Edit: 2009/08/05 17:00 By marco.
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